Storia della Procura della Repubblica di Trieste

A cent'anni dalla posa della sua prima pietra (1912), la storia del Palazzo di Giustizia incarna e Palazzorispecchia i mutamenti fondamentali che hanno caratterizzato la vita sociale e politica di Trieste nel novecento. Eventi drammatici, ed episodi curiosi, caratterizzano il suo secolo di esistenza, mentre la città passa, attraverso le due guerre mondiali, da un regime all'altro (Regno d’Austria - Ungheria, Regno d'Italia, dittatura fascista, Governo Militare Alleato, Repubblica Italiana).
La sua erezione avverrà in un’area che all'epoca era chiamata piazza dei Foraggi, o del Fieno, mentre le carceri saranno costruite nell'area retrostante, via della Fontana, ove si trovavano la caserma dell'ex Gendarmeria e stalle militari. La loro ultimazione avverrà nel 1913 e i primi detenuti vi entreranno il 4 luglio 1914.
Nel 1919 il Regio Governatorato della Venezia Giulia rimette in discussione il progetto originario, ispirato ad uno stile architettonico non aderente al "gusto artistico italiano", e ne commissiona uno nuovo, che rielabori la sola parte architettonica e consenta una migliore utilizzazione delle parti ancora non eseguite. Risulta vincitore il progetto di Enrico Nordio. I lavori saranno ultimati, e tutti gli uffici giudiziari trasferiti, a metà degli anni '30.
UlpianoAssieme al rivestimento della facciata, si dà termine alla costruzione delle ampie scalinate interne e alla messa in opera delle travate per il sostegno degli ascensori. Ciò che però, in questo periodo, desta maggiormente la curiosità della cittadinanza è la collocazione sull'attico di sei grandi statue raffiguranti i giureconsulti Salvio Giuliano, Gaio e Paolo Giulio Aulo, opera dello scultore Asco, ed Emilio Papiniano, Triboniano e Domizio Ulpiano (foto a sinistra), dello scultore Mascherini. Ogni statua, alta 3,20 metri, è ricavata da un solo blocco di pietra del peso di ben 35 quintali.
Internamente, la ricostruzione e l'arredamento dell'aula della Corte d'Assise vengono effettuati nel 1960 a cura dell'architetto Umberto Nordio.